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carcere


L’Area Carcere è l’area tematica dell’UISP Roma che si occupa di promuovere, gestire ed organizzare attività motorie, sportive e ludico-ricreative all’interno degli Istituti di Pena.
Lo sport ed in particolare lo sportpertutti ha una fortissima valenza educativa. All’interno degli Istituti di Reclusione lo sport è inserito in tutte quelle attività rieducative che i detenuti sono chiamati a frequentare durante il periodo di privazione della libertà personale. Lo sport in carcere è a tutti gli effetti un percorso rieducativo e concorre alla riabilitazione del detenuto, assieme e con pari dignità, alla scuola, al lavoro, alla formazione universitaria.
All’interno degli istituti di reclusione lo sportpertutti assume un valore importantissimo: attraverso lo sport si impara ad accettare le regole, con l’attività motoria si prevengono le malattie tipiche della sedentarietà, attraverso le attività di squadra si impara a rispettare l’avversario e collaborare con i compagni, con l’allenamento fisico si scarica la tensione e si liberano i pensieri.
In una parola con lo sport, per alcune ore, si è liberi.
In un contesto sovraffollato, multietnico e multiculturale, come sono in questo periodo storico le nostre carceri, l’attività sportiva ha un valore aggiunto: è un linguaggio accessibile a tutti e pertanto non esclude nessuno. Lo sport assume dunque il ruolo di facilitatore dell’interazione tra mondi, culture, lingue e religioni differenti.
Lo sport in carcere è collegamento con la società esterna. Il Vivicittà, la corsa podistica dell’UISP, attraversa ormai da oltre quindici anni gli Istituti di Rebibbia. Per i detenuti è l’occasione di cimentarsi nella corsa per cui si sono allenati per l’intero anno. Oltre al Vivicittà, che è chiaramente la manifestazione di punta, ci sono moltissime altre occasioni per incontrarsi, conoscersi superare le barriere: amichevoli e tornei di pallavolo, calcio e tennis si svolgono per tutto l’anno sportivo nei vari Istituti di Rebibbia.
 

L’UISP di Roma è presente in questi istituti:

  • Casa Circondariale Rebibbia Femminile
  • Casa di Reclusione Rebibbia Penale
  • Istituto a Custodia Attenuata per tossicodipendenti (Rebibbia Terza Casa)
  • Casa Circondariale Nuovo Complesso di Rebibbia
  • Casa Circondariale Regina Coeli

La Detenzione e lo Sport, secondo la legge
La Valenza educativa dello sport è chiaramente espressa nelle leggi che regolano il momento della privazione della libertà personale in esecuzione di una sanzione penale.
In Italia, l'ordinamento penitenziario è disciplinato dalla legge di riforma n. 354/75. Di seguito riportiamo alcuni estratti di questa legge significativi sul ruolo ed il valore dello sport e dell’associazionismo in carcere:

Art.1 Trattamento e rieducazione

Nei confronti dei condannati e degli internati deve essere attuato un trattamento rieducativo che tenda, anche attraverso i contatti con l'ambiente esterno, al reinserimento sociale degli stessi. Il trattamento é attuato secondo un criterio di individualizzazione in rapporto alle specifiche condizioni dei soggetti.

Art. 17 Partecipazione della comunità esterna all'azione rieducativa

La finalità del reinserimento sociale dei condannati e degli internati deve essere perseguita anche sollecitando ed organizzando la partecipazione di privati e di istituzioni o associazioni pubbliche o private all'azione rieducativa.
Sono ammessi a frequentare gli istituti penitenziari con l'autorizzazione e secondo le direttive del magistrato di sorveglianza, su parere favorevole del
direttore, tutti coloro che avendo concreto interesse per l'opera di risocializzazione dei detenuti dimostrino di potere utilmente promuovere lo sviluppo dei contatti tra la comunità carceraria e la società libera.

Art. 27  Attività culturali, ricreative e sportive.

Negli istituti devono essere favorite e organizzate attività culturali, sportive e ricreative e ogni altra attività volta alla realizzazione della personalità dei detenuti e degli internati, anche nel quadro del trattamento rieducativo.
Una commissione composta dal direttore dell'istituto, dagli educatori e dagli assistenti sociali e dai rappresentanti dei detenuti e degli internati cura la organizzazione delle attività di cui al precedente comma, anche mantenendo contatti con il mondo esterno utili al reinserimento sociale.

dove


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