23/07/10 - A Belem per un progetto di cooperazione internazionale. Il racconto di Andrea
-
Andrea Ciogli, responsabile dell’Area Carcere dell’UISP Roma, ha avuto un importante incarico dall’UISP nazionale e sarà tutta l’estate in Brasile.
Pur da lontano, Andrea ha voluto renderci partecipi della sua esperienza, illustrandoci con entusiasmo di cosa si tratta:
“Sono stato incaricato dal settore internazionale dell'UISP nazionale di svolgere un percorso di valutazione delle opportunità di implementare un progetto di cooperazione internazionale in Brasile.
Nel 2009 l'UISP partecipò al Social Forum di Belem e, in quell'occasione, i nostri dirigenti ebbero l'opportunità di prendere contatti e, in alcuni casi, sottoscrivere un protocollo di cooperazione con enti governativi (Stato del Parà) ed Associazioni non governative.
Al momento sto lavorando nella SJUDH, ovvero, la segreteria di Giustizia e Diritti Umani dello Stato del Parà. La segreteria si occupa di coordinare il lavoro sui temi della giustizia, ma la parte più interessante per l'UISP è la sezione Diritti Umani, formata da una decina di coordinamenti che lavorano sulla progettazione ed attuazione di attività di promozione e difesa dei diritti umani.
Le tematiche che distinguono i vari coordinamenti sono: giovani, discriminazione razziale, discriminazione di genere, discriminazione per le abitudini sessuali, difesa della cultura indigena, persone con disabilità, etc.
Il mio lavoro consiste per ora nel conoscere i diversi coordinamenti della Segreteria e riconoscere le problematiche esistenti e le azioni messe in atto per dare risposte concrete.
Una volta concluso il percorso di valutazione e quando sarà più chiaro il contesto in cui operare sarà il momento di scrivere un progetto.
In quest'ottica sono in stretto contatto con il settore internazionale dove sono da poco arrivati due progettisti esperti in progettazione internazionale. Con i progettisti stiamo già valutando alcuni bandi europei che scadranno a settembre. Tra questi, uno, tratta di azioni su "Human Rights Defenders" , ovvero le persone, gruppi di persone , enti, associazioni che si occupano della difesa dei diritti fondamentali degli esseri umani.
Un altro bando è invece sulla lotta al lavoro infantile.
Nonostante sia qui soltanto da poco più di una settimana, mi sono già reso conto delle gravi problematiche che affliggono la capitale, Belem, e il distretto su cui questa insiste. Lo stato del Parà ha una storia complicata, come gran parte del Brasile d'altronde, fatta di interazione (e a volte integrazione) tra culture differenti: le tribù indigene, i coloni europei e la matrice africana. Uno stato che ha avuto momenti di grande ricchezza (mai distribuita sulla popolazione) alternati a profonde crisi economiche.
Di contro alle grandi problematiche sociali esiste un popolo, una società civile che non si rassegna, che, con passione ed allegria, porta avanti il proprio lavoro e crede nella possibilità di migliorare la propria condizione e quella degli altri.
Esistono a Belem, nel Parà e nel Brasile intero, innumerevoli movimenti di persone che insieme cercano di dare risposte concrete a problemi comunitari. Mi riferisco ai movimenti dei senza terra, dei senza casa, alle comunità indigene e alle comunità che vivono il fiume, alle associazioni di donne, ai gruppi di giovani, alle associazioni culturali e sportive che giorno dopo giorno lottano per ottenere diritti che gli sono negati.
Sono convinto che il nostro sport, lo sportpertutti, possa essere di grande aiuto in tanti settori ed essere il mezzo migliore per dare risposte concrete. Non posso fare a meno, però, di pensare quanto possa essere utile, per noi europei, italiani, romani, ragionare sul significato che noi diamo ai movimenti, alle associazioni e alle comunità, e chissà, magari, "levar alguma coisa pra là" , ovvero riportare in Italia qualcosa”.
|